Quotazione dei diamanti: cosa bisogna sapere

Quanto sai sulla quotazione dei diamanti?

Oltre all’oro, tra i beni rifugio più apprezzati vi è il diamante. Questa gemma preziosa e di grande bellezza ha un valore stabile e in costante crescita, è facile da trasportare e da vendere e non subisce le influenze delle crisi economiche e politiche internazionali.

Proprio per questo motivo molte persone tendono a investire su questo cristallo non solo nei periodi più turbolenti ma anche nei momenti di calma. Bisogna però fare attenzione perché non tutti i diamanti hanno lo stesso valore, ed è necessaria una valutazione che prenda in considerazione quattro elementi fondamentali.

L’importanza delle 4 C

Ogni diamante viene sottoposto a una valutazione e a una conseguente classificazione prima di essere messo in commercio. Per giungere a una quotazione vi è un metodo standard universale che si basa su quattro caratteristiche proprie della gemma:

  •     Il peso
  •     Il colore
  •     La purezza
  •     Il taglio

Tradotti in inglese, questi quattro elementi sono carat, color, clarity e cut (per questo le 4 C).

Come incidono sul valore del diamante? Eccolo spiegato di seguito.

Peso

Il peso di un diamante si esprime con un’unità di misura specifica: il carato metrico (Ct.). Il carato corrisponde a ⅕ di un grammo. Questa unità di misura a sua volta può essere suddivisa in 100 punti o 4 grani. Cinque carati fanno un grammo.

Quanto vale un diamante da un carato?

La risposta non è univoca, vi sono altri fattori da prendere in considerazione.

Colore

Il colore è un’altra caratteristica importante da valutare in fase di quotazione. Il diamante può possedere diverse sfumature che ne definiscono il valore commerciale. La tonalità è classificata attraverso le lettere dell’alfabeto, che fanno riferimento a una misurazione universale standard chiamata I.D.C (International Diamond Colour).

Il colore con meno valore è il giallo, che viene associato alla lettera Z. Si segue poi un percorso all’indietro fino alla lettera D, che indica il bianco eccezionale.

Purezza

Cosa significa purezza del diamante? La clarity fa riferimento alle impurità che possono essere contenute in una gemma. Naturalmente, meno sono, meglio è.

Le impurità si formano quando il diamante è in fase di formazione e si trova nel sottosuolo. Una volta raccolto, tali impurità si presentano come piccole macchie opache o zone con cristalli più scuri.

Difficilmente si notano a occhio nudo e tocca all’esperto dotarsi di strumenti adeguati, come lenti d’ingrandimento specifiche, per identificare eventuali colorazioni più scure.

Al termine della valutazione si utilizza una scala standard che parte da IF (Internally Flawless) fino a Piqué, una denominazione che indica una gemma con delle inclusioni che potrebbero essere leggermente visibili a occhio nudo.

Taglio

Infine vi è il taglio. Esso si riferisce alla forma del diamante e delle sue faccette. L’operazione del taglio è particolarmente delicata e dev’essere eseguita da un esperto. Il danneggiamento è facile e per questo motivo bisogna essere qualificati per agire sulla gemma.

Le varietà di taglio più diffuse sono quello Brillante, che è rotondo con un minimo di 57 faccette, a Goccia, a Cuore, Radiante e Ovale.

Queste sono alcune informazioni basilari sulla quotazione dei diamanti. Affidati sempre a un esperto per investire su un cristallo di grande valore e di bellezza senza tempo.