Smeraldo: caratteristiche e storia di una pietra dalle grandi potenzialità

Provenienza degli smeraldi

Gli smeraldi sono stati ritrovati ovunque ma i giacimenti più produttivi si trovano in Colombia, Zambia, Canada, Cina, Australia, Egitto, Nord Europa e Stati Uniti. 

Durezza dello smeraldo – Scala di Mohs

La scala Mohs indica la durezza della pietra attraverso misurazioni essenzialmente empiriche utilizzando come riferimento la durezza di dieci minerali numerati progressivamente da 1 a 10, il primo minerale della serie è il talco, l’ultimo il diamante. 

Per determinare la durezza di un minerale non si fa altro che provare quale minerale della scala esso scalfisce e da quale è scalfito. Lo smeraldo si posiziona nella scala di Mohs tra i materiali duri, con un valore di durezza tra 7.5 e 8, insieme a tungsteno (metallo) e spinello (minerale).

Purezza dello smeraldo

Gli smeraldi presentano frequentemente impurità ma il loro caratteristico colore e i tagli che vengono dati alle pietre usate in gioielleria le nascondono egregiamente all’occhio non esperto. 

Taglio tipico “Emerald” dello smeraldo

I tagli sono sempre basati sulla struttura della pietra e in funzione della possibilità di minimizzare gli sprechi durante la lavorazione. 

Nella seguente foto è possibile vedere il taglio tipico dello smeraldo, formato da tagli concentrici e che danno un effetto semi piramidale a gradini all’opera. 

Altri tagli frequenti per lo smeraldo sono anche il taglio a cuore, a goccia e marquise. 

Colore: non solo verde smeraldo

È comune credenza che gli smeraldi siano solamente del famoso verde-smeraldo. In realtà gli smeraldi possono assumere colorazioni che vanno dal blu al giallo, in base a parametri che i gemmologi distinguono in saturazione, tinta e tonalità. 

Le pietre più scure hanno saturazione più alta, mentre quelle più giallognole hanno variazioni importanti su tinta e tonalità. 

Il tipico colore verde resta parametro di purezza elevata e anziché misurare la qualità della pietra con le famose 4C, lo smeraldo viene apprezzato in base alla sua cristallinità, che gli conferisce un aspetto trasparente. Gli smeraldi dal cristallo più opaco e offuscato sono di valore immensamente più basso di quelli molto trasparenti. 

Idealmente uno smeraldo dovrebbe, oltre a presentare basse o nulle impurità, avere un colore vivido, un cristallo trasparente e zero colori secondari. 

Per attribuire un valore al proprio smeraldo o prima di acquistarne uno è importante saper valutare:

1 – Colore – che varia in base alle quantità di cromo, vanadio e ferro presenti nell’ambiente in cui la pietra si forma

2 – Tonalità – comprendere la tinta della pietra. Un occhio attento riesce a comprendere la provenienza dello smeraldo anche dalla tinta. Ad esempio gli smeraldi dello Zambia sono più bluastri rispetto a quelli sudamericani, che sono più verdi.

3 – Tono dello smeraldo – una pietra dal verde più scuro è più apprezzata sul mercato di una più sbiadita. Ci si riferisce spesso come campione colore al famoso smeraldo Muzo colombiano, che ha un verde tendente quasi al blu.