3/5/2026|diamanti

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Un diamante importante vale quello che riesce a dimostrare. E ciò che dimostra, lo racconta il certificato gemmologico: un documento tecnico che traduce le caratteristiche di una pietra in parametri oggettivi, verificabili, riconosciuti a livello internazionale. Senza questa documentazione, anche una gemma di qualità eccezionale diventa difficile da valutare con precisione e da posizionare correttamente sul mercato.
Questa guida è pensata per chi vuole capire davvero cosa contiene un certificato IGI — e come quelle informazioni vengono utilizzate dai professionisti per determinare il valore reale di un diamante.
L'International Gemological Institute è stato fondato ad Anversa nel 1975. Oggi opera con laboratori nei principali centri del commercio globale — New York, Hong Kong, Tokyo, Milano, Dubai — e rappresenta uno degli istituti gemmologici più autorevoli al mondo.
Il suo mandato è esclusivamente tecnico: IGI analizza e classifica i diamanti secondo standard condivisi internazionalmente, senza comprare né vendere pietre. Questa indipendenza è la base della sua credibilità. Quando un diamante porta la certificazione IGI, le sue caratteristiche sono state determinate da un laboratorio privo di qualsiasi interesse commerciale nella pietra stessa.
Il risultato è un documento che trasforma una pietra unica in un bene valutabile, trasparente e tracciabile nel tempo — essenziale non solo al momento dell'acquisto, ma soprattutto quando si considera una cessione.

Il report IGI può essere rilasciato in due formati. Il primo è il documento cartaceo completo, che riporta tutte le specifiche tecniche della pietra, i diagrammi delle inclusioni, le proporzioni e le eventuali note di laboratorio. È il formato di riferimento per chi necessita di documentazione esaustiva.
Il secondo è il blister sigillato: un contenitore trasparente anti-manomissione che custodisce il diamante insieme ai suoi dati principali. Una volta aperto, non può essere richiuso senza lasciare tracce evidenti — un livello di protezione pensato per garantire l'integrità della pietra lungo tutta la filiera commerciale.

Il report segue una struttura standardizzata. Ogni sezione ha un ruolo preciso e, lette nel loro insieme, offrono un ritratto completo della pietra.
Nella parte superiore del documento si trovano il logo IGI, il laboratorio emittente, la data di emissione e il Report Number — il codice univoco del certificato. Quest'ultimo è il riferimento centrale: permette di verificare il documento sul sito ufficiale IGI, identificare la pietra nel database internazionale e confrontare il numero con l'eventuale incisione laser sulla cintura del diamante.
Il certificato specifica inoltre se si tratta di un diamante naturale (Natural Diamond) o di una pietra coltivata in laboratorio (Laboratory Grown Diamond): una distinzione che incide in modo significativo sulla valutazione di mercato.
Il peso è espresso con due decimali. Differenze anche minime possono riflettersi sul valore: i diamanti da 1 carato in su entrano nella categoria premium del mercato, e superare questa soglia ha un impatto concreto sulla quotazione. La fascia tra 0,50 e 0,99 carati è molto richiesta e offre spesso un equilibrio interessante tra qualità e accessibilità.
IGI classifica il colore su una scala alfabetica dalla D alla Z, dove D indica un diamante perfettamente incolore e Z una pietra con tonalità gialle evidenti. Le principali fasce sono:
Quando il colore non ha subito trattamenti, il certificato riporta la dicitura "No indication of color enhancement" — una garanzia di naturalità che il mercato professionale considera fondamentale.
La purezza descrive la presenza di inclusioni interne o imperfezioni superficiali, rilevate a un ingrandimento di 10x. La scala IGI parte da FL (nessuna inclusione visibile) e scende attraverso VVS, VS e SI fino a I1–I3, dove le inclusioni diventano visibili a occhio nudo.
Il certificato include un diagramma con la posizione esatta di ogni inclusione: i simboli rossi indicano caratteristiche interne, quelli verdi le imperfezioni superficiali. Questo schema costituisce l'impronta digitale unica della pietra e uno degli strumenti più efficaci per verificarne la corrispondenza con il documento.
Per i diamanti con taglio brillante tondo, IGI valuta tre parametri distinti: Cut, Polish e Symmetry. Le valutazioni vanno da Poor a Excellent. Quando tutti e tre i parametri raggiungono il livello Excellent, il diamante è definito Triple Excellent — uno standard particolarmente ricercato per le pietre di alta qualità.
Il report riporta anche le proporzioni tecniche dettagliate: percentuale della tavola, profondità totale, angoli di corona e padiglione. Sono i dati che permettono agli specialisti di valutare la performance ottica reale della pietra — come cattura la luce, come la restituisce, come si comporta in diverse condizioni di illuminazione.
Le misure sono espresse in millimetri. La fluorescenza indica la reazione della pietra alla luce ultravioletta e viene classificata da None a Very Strong — un parametro che può influire sulla percezione visiva e, in certi contesti, sulla valutazione di mercato.
La sezione Comments può contenere informazioni aggiuntive rilevanti: la presenza di un'incisione laser sulla cintura, note su trattamenti specifici o osservazioni particolari del laboratorio.
La certificazione IGI non si esaurisce nel documento cartaceo. Molti diamanti riportano sulla cintura un'incisione laser con il numero del certificato — visibile solo con lente o microscopio, sufficiente a garantire la corrispondenza tra pietra e report anche dopo anni e molteplici passaggi di proprietà. Questa marcatura non altera in alcun modo la brillantezza della pietra.
Il blister sigillato aggiunge una protezione fisica concreta: una volta aperto, non può essere richiuso senza lasciare tracce evidenti. Un sistema che tutela sia chi cede sia chi riceve, assicurando che la pietra non sia stata sostituita o alterata dopo la certificazione.

Se un diamante non dispone ancora di certificazione, è possibile richiedere un report IGI tramite i laboratori ufficiali dell'International Gemological Institute o attraverso professionisti del settore che collaborano con l'istituto. La pietra viene inviata al laboratorio, analizzata e restituita insieme al certificato in genere nel giro di pochi giorni, fino a circa una settimana.
Il costo varia in funzione della caratura e del tipo di report: indicativamente da circa 70–100 euro per diamanti di dimensioni ridotte, fino a qualche centinaio di euro per pietre più importanti. Per diamanti di valore significativo — in particolare sopra il carato o con caratteristiche di alta qualità — la presenza di una certificazione IGI, GIA o HRD è oggi uno standard nel mercato professionale.
Leggere correttamente un certificato IGI è una competenza preziosa. Ma un documento gemmologico descrive una pietra — non ne determina il valore di mercato. Caratura, colore e purezza sono parametri oggettivi; come si traducono in una quotazione concreta dipende da variabili che cambiano nel tempo: la domanda attuale, le dinamiche di prezzo, le opportunità reali di cessione.
In Auctentic lavoriamo ogni giorno con diamanti certificati e non certificati. Questo ci permette di offrire valutazioni basate non sulla carta, ma sulle condizioni reali del mercato — con la trasparenza e la competenza di chi conosce il settore dall'interno.
Se stai considerando di valorizzare o cedere un diamante, il nostro team è a disposizione per un'analisi professionale gratuita e senza impegno. Che la pietra sia accompagnata da un certificato IGI, GIA, HRD o da nessun documento, siamo in grado di valutarla con la stessa accuratezza — e di aiutarti a capire concretamente cosa vale e come muoverti.
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